Cocò
22-03-2008, 01.29.19
Quando tratti di animazione giapponese è impossibile non citare almeno uno dei film prodotti dal genio di Miyazaki e Takahata. Di solito si tende a ricordare solo il primo, ma anche il secondo è un regista di tutto rispetto. Senza indugi vediamo di fare una carrellata delle migliori produzioni di questo studio d'animazione.
Lo Studio Ghibli (スタジオジブリ) è uno studio cinematografico di film d'animazione giapponese. I suoi anime sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, ed hanno contribuito alla diffusione e rivalutazione di questo genere al di fuori della madre patria e della cerchia di appassionati.
Il suo nome si rifà al Caproni Ca.309 Ghibli, aereo italiano usato durante la seconda guerra mondiale per le ricognizioni sopra il deserto del Sahara, che a sua volta aveva tratto il nome dal Ghibli, vento caldo tipico di questo deserto. La scelta di questo nome fu fatta da Hayao Miyazaki, uno dei fondatori, appassionato di aviazione, per significare l'entusiasmo e la determinazione nel creare qualcosa di nuovo e sensazionale nel mondo dell'animazione giapponese.
* Nausicaä della valle del vento (1984)
Ci sarebbero libri da scrivere sulle possibili interpretazioni simboliche presenti in Nausicaa, cinematografiche, ma anche etiche e politiche. Così come si potrebbe scrivere un libro intero sulla figura di Nausicaa, spavalda e compassionevole. Il futuro è apocalittico: una foresta di spore invade il pianeta, l'aria è irrespirabile, milioni di insetti giganti popolano questo malsano pianeta e gli uomini...combattono tra loro, ognuno per i propri interessi, incuranti della delicata situazione. Pare infatti che il regresso scaturito dalla nascità di questa giungla velenosa, abbia ritardato fino a una ipotetica età mediovale l'intera industria, i rapporti tra gli individui, tutto ciò che esisteva in precedenza, eccetto l'industria bellica.
Per il resto è il primo film di Miyazaki, episodio pilota di una serie di pietre miliari che sarebbero idealmente culminate con la Principessa Mononoke, il quale deve tantissimo a questo Nausicaa. The alpha and the omega...
Ma anche qui ritorna il pensiero del volo come fonte di libertà, ma anche di odio (Yin e Yang); il melting pot culturale che mescola Giappone a cultura indoeuropea, ma anche una ideale rimembranza di vecchi personaggi di Miyazaki e Takahata come Heidi o Lupin. Stupenda la figura di Nausicaa, probabilmente il miglior personaggio uscito dallo studio Ghibli: in lei è racchiusa l'essenza del film e ciò lo si percepisce sin da subito. In effetti la figura di Nausicaa è l'unica che risalta davvero, riducendo le altre a mere comparsate, e forse anche per questo non sono presenti coprimari di grosso profilo.
La novità (anche se è qualcosa di unico solo se confrontata con i film successivi) è una crudezza esplicità delle immagini, ma non è tanto una violenza sanguinolenta, ma la consapevolezza che in questa pellicole la persone muoiono davvero, e anche davvero molte con intere città o aerei da guerra distrutti dilaniati da fiamme o assaltati da insetti (quest'ultimi, però, condotti alla malvagità dall'incuria umana). E' una particolare sensazione che solo in questo film è realmente percepibile...
Ad essere sincero Mononoke non mi era piaciuto particolarmente ed inizialmente anche questo film non mi aveva preso granchè, ma più lo guardavo più rimanevo ammaliato dall'estro di Miyazaki e compagni, capace di sottolineare al meglio le emozioni che lo spettatore deve provare in quella scena, merito anche della colonna sonora firmata da Joe Hisashi, questa volta non orecchiabile, ma poetica e struggente quanto basti a rendere Nausicaa e la valle del vento un capolavoro.
http://animeclick.lycos.it/prove/serie/KazenoTaninoNausicaa/KazenoTaninoNausicaa22.jpg
* Laputa: il castello nel cielo (1986)
Dopo il successo di Nausicaa, nel 1985 Hayao Miyazaki, insieme a Takahata e alla Tokuma Shoten Publishing Co. Ltd, fonda lo Studio Ghibli. La prima opera che nacque da questo formidabile team fu “Tenkuu no Shiro Laputa” ( Laputa, Castle in the Sky). Prodotto tra il giugno 1985 e il luglio dell’1986, e uscito nelle sale il 2 agosto di quello stesso anno, non tradì le aspettative né dei fan né dello Studio stesso, che si apprestava a diventare uno dei più rinomati studi di animazione del mondo. Lo stesso Miyazaki era scettico riguardo alla sopravvivenza del neonato Studio Ghibli, ma Laputa resistette e superò qualsiasi dubbio e fu premiato, in Giappone, come miglior film d’animazione del 1986!
Miyazaki disegnò ogni cosa nel film, dai mezzi volanti di Dora ai robot dell’isola di Laputa, curando personalmente ogni particolare e riprendendo molti dei temi (così come i paesaggi) già trattati nel precedente Nausicaa e in Conan quali l'ecologismo, l'antimilitarismo, l'avversione per la sete di potere umana e la fiducia, malgrado tutto, in sentimenti come l’amore e l’amicizia.
Questo film è uno di quello che ha più influenzato il mondo dell'animazione a partire da Hideaki Anno che ha preso molto da questo capolavoro miyazakiano per creare uno dei suoi più celebri lavori - "Fushigi no Umi no Nadia" - fino ad arrivare al recente Atlantis, di produzione Disney.
* Una tomba per le lucciole (1988)
Questa pellicola segna il debutto di Takahata alla regia dopo una serie di coproduzioni al fianco di Miyazaki. Una tomba per le lucciole esce nel medesimo anno di Tonari no Totoro, ma le due produzioni sono agli antipodi per concezione e questo aspetto è stato posro in risalto dalla critica. Il film di Takahata è crudo, realista, cupo, drammatico e "terribile": racconta del dramma della sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale, ma al contempo anche la drammatica vicenda di due ragazzi che perdono la madre nella furia dei bombardamenti. L'amore tra i due (fratello e sorella) domina il film, ma emerge più di tutte le cose un un'agghiacciante realismo nel dipingere l'orrore della guerra. Takahata a costo di andare oltre la realtà narra una vicenda mesta, a tratti stomachevole, ma che non riesce a produrre compassione. E' un film troppo ambizioso da essere apprezzato pienamente e ciò sfocia in un grande nervosismo. Sicuramente è uno degli anime più maturi che abbia mai visto, ma questa ricerca cruda finisce col forzare l'intero impianto cinematografico. Le cose migliorano un tantino verso il finale, merito di qualche azzeccato campionamento sonoro, ma ciò non riesce a risollevare la reputazione del più controverso film dello studio Ghibli.
Il dramma nel dramma viene palesato completamente sul finire del film: il Giappone è riuscito a risollevarsi dalla guerra, ma il dramma dei due ragazzini rimarrà per sempre scolpito tra l'indifferenza generale.
http://animeclick.lycos.it/prove/serie/HotarunoHaka/HotarunoHaka9.jpg
* Il mio vicino Totoro (1988)
E' possibile snocciolare divertimento e profondi sentimenti quali l'unione familiare e l'amore fraterno? Miyazaki pensa di sì e lo dimostra per l'ennesima volta in questo film. Lo stesso protagonista indiretto, la creatura fantastica Totoro, è sì uno spirito sacro e protettore della foresta, ma anche un giocherellone. Le stesse animazioni esagerate che suscitano costantemente il riso, sono indice di un personaggio che, nonostante il suo ruolo, non si prende sul serio.
La trama è semplice, priva di eccessivi colpi di scena, eppure tremendamente calamitante, in grado di tenere incollato lo spettatore.
A proposito del lato tecnico va premiato lo sforzo dello studio Ghibli che senza ausilio di avanzate tecnologie digitali ha realizzato un film incredibile, con interni ricchi di dettagli e paesaggi tinteggiati con colorate e "piene" tonalità. Animazioni poi spiccatamente esagerate in particolare nei personaggi del Totoro e della piccola Mei.
Capolavoro...
http://animeclick.lycos.it/prove/serie/TonarinoTotoro/TonarinoTotoro11.jpg
* Kiki consegne a domicilio (1989)
Nel 1989, su pressione di Toshio Suzuki, Miyazaki accettò di adattare per il grande schermo la favola di Eiko Kadono Majo no Takkyubin (Il Servizio Consegne Della Strega, 1985), un progetto sottoposto alla Tokuma già nel 1987 dal gigante delle consege a domicilio Yamato Takkyubin, che ha per simbolo un gatto nero, come quello della piccola strega protagonista. Uscito nelle sale in estate, il primo film realizzato applicando le regole del marketing incassa la cifra record di 2 miliardi e 170 milioni di Yen in 77 giorni di programmazione nelle sale giapponesi (era costato 800 milioni), diventando il primo film di animazione della storia ad aver guadagnato una cifra così elevata (il record era detenuto da "Addio Yamato",che l'aveva mantenuto per 11 anni), ed anche il miglior incasso dell'anno come film giapponese. Questo film segna una tappa importante nella storia dello Studio Ghibli: dopo questo lavoro esso diventa infatti una struttura stabile alla cui direzione va Toshio Suzuki.
http://animeclick.lycos.it/prove/serie/KikiDeliveryService/KikiDeliveryService7.jpg
Lo Studio Ghibli (スタジオジブリ) è uno studio cinematografico di film d'animazione giapponese. I suoi anime sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, ed hanno contribuito alla diffusione e rivalutazione di questo genere al di fuori della madre patria e della cerchia di appassionati.
Il suo nome si rifà al Caproni Ca.309 Ghibli, aereo italiano usato durante la seconda guerra mondiale per le ricognizioni sopra il deserto del Sahara, che a sua volta aveva tratto il nome dal Ghibli, vento caldo tipico di questo deserto. La scelta di questo nome fu fatta da Hayao Miyazaki, uno dei fondatori, appassionato di aviazione, per significare l'entusiasmo e la determinazione nel creare qualcosa di nuovo e sensazionale nel mondo dell'animazione giapponese.
* Nausicaä della valle del vento (1984)
Ci sarebbero libri da scrivere sulle possibili interpretazioni simboliche presenti in Nausicaa, cinematografiche, ma anche etiche e politiche. Così come si potrebbe scrivere un libro intero sulla figura di Nausicaa, spavalda e compassionevole. Il futuro è apocalittico: una foresta di spore invade il pianeta, l'aria è irrespirabile, milioni di insetti giganti popolano questo malsano pianeta e gli uomini...combattono tra loro, ognuno per i propri interessi, incuranti della delicata situazione. Pare infatti che il regresso scaturito dalla nascità di questa giungla velenosa, abbia ritardato fino a una ipotetica età mediovale l'intera industria, i rapporti tra gli individui, tutto ciò che esisteva in precedenza, eccetto l'industria bellica.
Per il resto è il primo film di Miyazaki, episodio pilota di una serie di pietre miliari che sarebbero idealmente culminate con la Principessa Mononoke, il quale deve tantissimo a questo Nausicaa. The alpha and the omega...
Ma anche qui ritorna il pensiero del volo come fonte di libertà, ma anche di odio (Yin e Yang); il melting pot culturale che mescola Giappone a cultura indoeuropea, ma anche una ideale rimembranza di vecchi personaggi di Miyazaki e Takahata come Heidi o Lupin. Stupenda la figura di Nausicaa, probabilmente il miglior personaggio uscito dallo studio Ghibli: in lei è racchiusa l'essenza del film e ciò lo si percepisce sin da subito. In effetti la figura di Nausicaa è l'unica che risalta davvero, riducendo le altre a mere comparsate, e forse anche per questo non sono presenti coprimari di grosso profilo.
La novità (anche se è qualcosa di unico solo se confrontata con i film successivi) è una crudezza esplicità delle immagini, ma non è tanto una violenza sanguinolenta, ma la consapevolezza che in questa pellicole la persone muoiono davvero, e anche davvero molte con intere città o aerei da guerra distrutti dilaniati da fiamme o assaltati da insetti (quest'ultimi, però, condotti alla malvagità dall'incuria umana). E' una particolare sensazione che solo in questo film è realmente percepibile...
Ad essere sincero Mononoke non mi era piaciuto particolarmente ed inizialmente anche questo film non mi aveva preso granchè, ma più lo guardavo più rimanevo ammaliato dall'estro di Miyazaki e compagni, capace di sottolineare al meglio le emozioni che lo spettatore deve provare in quella scena, merito anche della colonna sonora firmata da Joe Hisashi, questa volta non orecchiabile, ma poetica e struggente quanto basti a rendere Nausicaa e la valle del vento un capolavoro.
http://animeclick.lycos.it/prove/serie/KazenoTaninoNausicaa/KazenoTaninoNausicaa22.jpg
* Laputa: il castello nel cielo (1986)
Dopo il successo di Nausicaa, nel 1985 Hayao Miyazaki, insieme a Takahata e alla Tokuma Shoten Publishing Co. Ltd, fonda lo Studio Ghibli. La prima opera che nacque da questo formidabile team fu “Tenkuu no Shiro Laputa” ( Laputa, Castle in the Sky). Prodotto tra il giugno 1985 e il luglio dell’1986, e uscito nelle sale il 2 agosto di quello stesso anno, non tradì le aspettative né dei fan né dello Studio stesso, che si apprestava a diventare uno dei più rinomati studi di animazione del mondo. Lo stesso Miyazaki era scettico riguardo alla sopravvivenza del neonato Studio Ghibli, ma Laputa resistette e superò qualsiasi dubbio e fu premiato, in Giappone, come miglior film d’animazione del 1986!
Miyazaki disegnò ogni cosa nel film, dai mezzi volanti di Dora ai robot dell’isola di Laputa, curando personalmente ogni particolare e riprendendo molti dei temi (così come i paesaggi) già trattati nel precedente Nausicaa e in Conan quali l'ecologismo, l'antimilitarismo, l'avversione per la sete di potere umana e la fiducia, malgrado tutto, in sentimenti come l’amore e l’amicizia.
Questo film è uno di quello che ha più influenzato il mondo dell'animazione a partire da Hideaki Anno che ha preso molto da questo capolavoro miyazakiano per creare uno dei suoi più celebri lavori - "Fushigi no Umi no Nadia" - fino ad arrivare al recente Atlantis, di produzione Disney.
* Una tomba per le lucciole (1988)
Questa pellicola segna il debutto di Takahata alla regia dopo una serie di coproduzioni al fianco di Miyazaki. Una tomba per le lucciole esce nel medesimo anno di Tonari no Totoro, ma le due produzioni sono agli antipodi per concezione e questo aspetto è stato posro in risalto dalla critica. Il film di Takahata è crudo, realista, cupo, drammatico e "terribile": racconta del dramma della sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale, ma al contempo anche la drammatica vicenda di due ragazzi che perdono la madre nella furia dei bombardamenti. L'amore tra i due (fratello e sorella) domina il film, ma emerge più di tutte le cose un un'agghiacciante realismo nel dipingere l'orrore della guerra. Takahata a costo di andare oltre la realtà narra una vicenda mesta, a tratti stomachevole, ma che non riesce a produrre compassione. E' un film troppo ambizioso da essere apprezzato pienamente e ciò sfocia in un grande nervosismo. Sicuramente è uno degli anime più maturi che abbia mai visto, ma questa ricerca cruda finisce col forzare l'intero impianto cinematografico. Le cose migliorano un tantino verso il finale, merito di qualche azzeccato campionamento sonoro, ma ciò non riesce a risollevare la reputazione del più controverso film dello studio Ghibli.
Il dramma nel dramma viene palesato completamente sul finire del film: il Giappone è riuscito a risollevarsi dalla guerra, ma il dramma dei due ragazzini rimarrà per sempre scolpito tra l'indifferenza generale.
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* Il mio vicino Totoro (1988)
E' possibile snocciolare divertimento e profondi sentimenti quali l'unione familiare e l'amore fraterno? Miyazaki pensa di sì e lo dimostra per l'ennesima volta in questo film. Lo stesso protagonista indiretto, la creatura fantastica Totoro, è sì uno spirito sacro e protettore della foresta, ma anche un giocherellone. Le stesse animazioni esagerate che suscitano costantemente il riso, sono indice di un personaggio che, nonostante il suo ruolo, non si prende sul serio.
La trama è semplice, priva di eccessivi colpi di scena, eppure tremendamente calamitante, in grado di tenere incollato lo spettatore.
A proposito del lato tecnico va premiato lo sforzo dello studio Ghibli che senza ausilio di avanzate tecnologie digitali ha realizzato un film incredibile, con interni ricchi di dettagli e paesaggi tinteggiati con colorate e "piene" tonalità. Animazioni poi spiccatamente esagerate in particolare nei personaggi del Totoro e della piccola Mei.
Capolavoro...
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* Kiki consegne a domicilio (1989)
Nel 1989, su pressione di Toshio Suzuki, Miyazaki accettò di adattare per il grande schermo la favola di Eiko Kadono Majo no Takkyubin (Il Servizio Consegne Della Strega, 1985), un progetto sottoposto alla Tokuma già nel 1987 dal gigante delle consege a domicilio Yamato Takkyubin, che ha per simbolo un gatto nero, come quello della piccola strega protagonista. Uscito nelle sale in estate, il primo film realizzato applicando le regole del marketing incassa la cifra record di 2 miliardi e 170 milioni di Yen in 77 giorni di programmazione nelle sale giapponesi (era costato 800 milioni), diventando il primo film di animazione della storia ad aver guadagnato una cifra così elevata (il record era detenuto da "Addio Yamato",che l'aveva mantenuto per 11 anni), ed anche il miglior incasso dell'anno come film giapponese. Questo film segna una tappa importante nella storia dello Studio Ghibli: dopo questo lavoro esso diventa infatti una struttura stabile alla cui direzione va Toshio Suzuki.
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