Cocò
23-03-2008, 20.12.16
http://www.takeiteasy.it/caro/ultimo-samurai-poster06.jpg
Oggi ho rivisto alcuni segmenti di questo splendido film del 2003.
Non è un capolavoro di sicuro, Edward Zwick (director) ha talento, ma purtroppo alcuni accorgimenti non sono realizzati a dovere e purtroppo la pellicola è pesantemente influenzata dalla cultura americana e dal modo statunitense di fare film. Cinematograficamente altri film lo superano, ma in questa produzione sono confluiti diversi elementi che non possono far altro che farmelo adorare:
-Giappone: adoro alla follia questo paese, non solo per manga o videogiochi, ma proprio per la cultura. E' una mentalità basata moltissimo sui rapporti personali, sull'onore (i samurai e il bushido!) e sul rispetto (chiunque abbia mai studiato i vocaboli relativi alla famiglia in giapponese si a cosa mi riferisco).
-gli attori: Tom Cruise è impeccabile, il ruolo del personaggio "pezzente" gli si addice perfettamente; gli altri attori americani sono nella norma.
Gli attori giapponesi o sono degli stoccafissi o sono dei maestri di recitazione: la donna di nome Taka che si prende cura di Nathan Algren (tom cruise) della quale non ho rintracciato il nome, oltre ad essere estremamente carina è molto naturale nel recitare. Ma il migliore senza dubbio è Kasumoto, intrepretato dal divino Ken Watanabe. Il nome me lo ricordo nitidamente dato che riassume due miei idoli nipponici: Ken, personaggio di Street Fighter, e Watanabe, cognome del protagonista di "Tokyo Blues, Norwegian Wood" romanzo di Haruki Murakami. Giusto per intenderci ha interpretato il monaco buddista nemico nella parte iniziale di Batman Begins e il nobile che aiuta in un certo frangente Chyo in Memorie di una Geisha (altro filmone!). Senza dimenticare il ruolo da comandante giapponese (il film devo ancora vederlo...) in Letters from Iwojima di Clint Eastwood. Nomination all'Oscar per L'ultimo Samurai come miglior personaggio di supporto.
-il periodo storico: in giapponese viene chiamato O-yatoi gaikokujin (http://en.wikipedia.org/wiki/O-yatoi_gaikokujin) e designa l'arco di tempo della storia giapponese tra la fine del'800 e la guerra con gli USA nel secondo conflitto mondiale. E' uno dei periodi storici che più mi affascinano, per via del conflitto tra Giappone feudale e Giappone odierno. Questo film verte su questo aspetto, offrendo una brillante interpretazione al termine di esso.
Un film da vedere assolutamente, probabilmente non a tutti piacerà come al sottoscritto, ma è assolutamente da vedere.
Concludo con le citazioni di rito, anche se non sono particolarmente brillanti...
Io sono arrivato con la missione commerciale britannica... oh... anni fa, e presto sono stato sollevato dall'incarico. Avevo una inopportuna tendenza a dire la verità, in un paese in cui nessuno dice mai quello che pensa. Quindi ora traduco, con estrema precisione, le menzogne degli altri. (Simon Graham) [risatina, ma terribilmente vera ancora oggi...]
Mi ha sorpreso apprendere che la parola samurai voglia dire: servire. (Nathan Algren) [si commenta da sola, indispensabile per comprendere il film]
Katsumoto: Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?
Nathan Algren: Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela. [una delle tante "conversazioni" tra Algren e Kasumoto]
http://www.new-video.de/da/50888.jpg
http://www.sonrazuma.ru/samurai.jpg
http://www.cinemavvenire.it/magazine/pic/2078e.jpg
Oggi ho rivisto alcuni segmenti di questo splendido film del 2003.
Non è un capolavoro di sicuro, Edward Zwick (director) ha talento, ma purtroppo alcuni accorgimenti non sono realizzati a dovere e purtroppo la pellicola è pesantemente influenzata dalla cultura americana e dal modo statunitense di fare film. Cinematograficamente altri film lo superano, ma in questa produzione sono confluiti diversi elementi che non possono far altro che farmelo adorare:
-Giappone: adoro alla follia questo paese, non solo per manga o videogiochi, ma proprio per la cultura. E' una mentalità basata moltissimo sui rapporti personali, sull'onore (i samurai e il bushido!) e sul rispetto (chiunque abbia mai studiato i vocaboli relativi alla famiglia in giapponese si a cosa mi riferisco).
-gli attori: Tom Cruise è impeccabile, il ruolo del personaggio "pezzente" gli si addice perfettamente; gli altri attori americani sono nella norma.
Gli attori giapponesi o sono degli stoccafissi o sono dei maestri di recitazione: la donna di nome Taka che si prende cura di Nathan Algren (tom cruise) della quale non ho rintracciato il nome, oltre ad essere estremamente carina è molto naturale nel recitare. Ma il migliore senza dubbio è Kasumoto, intrepretato dal divino Ken Watanabe. Il nome me lo ricordo nitidamente dato che riassume due miei idoli nipponici: Ken, personaggio di Street Fighter, e Watanabe, cognome del protagonista di "Tokyo Blues, Norwegian Wood" romanzo di Haruki Murakami. Giusto per intenderci ha interpretato il monaco buddista nemico nella parte iniziale di Batman Begins e il nobile che aiuta in un certo frangente Chyo in Memorie di una Geisha (altro filmone!). Senza dimenticare il ruolo da comandante giapponese (il film devo ancora vederlo...) in Letters from Iwojima di Clint Eastwood. Nomination all'Oscar per L'ultimo Samurai come miglior personaggio di supporto.
-il periodo storico: in giapponese viene chiamato O-yatoi gaikokujin (http://en.wikipedia.org/wiki/O-yatoi_gaikokujin) e designa l'arco di tempo della storia giapponese tra la fine del'800 e la guerra con gli USA nel secondo conflitto mondiale. E' uno dei periodi storici che più mi affascinano, per via del conflitto tra Giappone feudale e Giappone odierno. Questo film verte su questo aspetto, offrendo una brillante interpretazione al termine di esso.
Un film da vedere assolutamente, probabilmente non a tutti piacerà come al sottoscritto, ma è assolutamente da vedere.
Concludo con le citazioni di rito, anche se non sono particolarmente brillanti...
Io sono arrivato con la missione commerciale britannica... oh... anni fa, e presto sono stato sollevato dall'incarico. Avevo una inopportuna tendenza a dire la verità, in un paese in cui nessuno dice mai quello che pensa. Quindi ora traduco, con estrema precisione, le menzogne degli altri. (Simon Graham) [risatina, ma terribilmente vera ancora oggi...]
Mi ha sorpreso apprendere che la parola samurai voglia dire: servire. (Nathan Algren) [si commenta da sola, indispensabile per comprendere il film]
Katsumoto: Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?
Nathan Algren: Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela. [una delle tante "conversazioni" tra Algren e Kasumoto]
http://www.new-video.de/da/50888.jpg
http://www.sonrazuma.ru/samurai.jpg
http://www.cinemavvenire.it/magazine/pic/2078e.jpg